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“Non vi chiamo più servi, ma amici”. Il messaggio dei “discorsi d’addio” giovannei (Gv 13-17) per la vita consacrata
S208 - (2 Credits) - Prof. A. Wodka

I discorsi d’addio di Gesù (Gv 13-17), destinati ai sui discepoli intimi (parte del Quarto Vangelo chiamata il “libro della rivelazione”) sono una fonte indispensabile di ispirazione per la vita religiosa, a partire dal hypodegma della lavanda dei piedi, attraverso il comandamento nuovo, la parabola della vite, le promesse del Paraclito, fino alla preghiera dell’ora per l’unità. Esaminando questi testi, si cercherà di cogliere come la consacrazione religiosa si radichi in essi al livello profondo dell’“anima theologiae”, quale per l’appunto è la Scrittura. 

 

 
Bibliografia

R.E. Brown, Giovanni, Cittadella, Assisi 1979; R. Fabris, Giovanni, Borla, Roma 1992; V. Pasquetto, Da Gesù al Padre. Introduzione alla lettura esegetico-spirituale del vangelo di Giovanni (Collana Sussidi - Teresianum, 1), Edizioni del Teresianum, Roma 1983; G. Rossé, L’ultima preghiera di Gesú: dal Vangelo di Giovanni, Città Nuova, Roma 1988; R. Schnackenburg, Il Vangelo di Giovanni (Commentario teologico del Nuovo Testamento, 4), Paideia, Brescia 1973-1987. Vol. III: Commento ai capp. 13-21, 1981

 
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