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LIBRI DEI NOSTRI PROFESSORI

Notizia inserita il 13/11/2010

1. CREA G., "Pedofilia e preti", Edizioni Dehoniane, Bologna 2010, pp. 108.
I preti non sono immuni da fragilità e debolezze affettive, anche loro devono fare i conti con le pulsioni sessuali, e devono apprendere ad integrarle nel loro ideale di vita.
Il libro di G. Crea sottolinea come dinanzi alla gravità di certi comportamenti patologici, i presbiteri devono armarsi non solo di pazienza e di tolleranza, ma soprattutto di chiarezza e di fiducia reciproca, per bloccare le condizioni di immaturità che vengono fuori, e sollecitare decisioni curative specifiche che diano vigore alla comune identità di fede.
Tale atteggiamento porta a prendere sul serio la sofferenza psichica, soprattutto quella più grave, come nel caso della pedofilia. Proprio perché ne va dell'identità sacerdotale comune che, invece, è dono prezioso da preservare. Non si tratta più di sopportare o di far finta di non vedere. Al contrario, si tratta di investire in metodi educativi e formativi che tengano presente tali problematiche, dando strumenti adeguati per il discernimento e per la prevenzione di una patologia che, se non trattata adeguatamente, diventa pericolosa per la credibilità della Chiesa e per la sicurezza sociale di chi si affida alla cura pastorale dei presbiteri.

2. CREA G.- MASTROFINI F., "Preti sul lettino", Giunti Editore 2010, pp. 144.
Quali problemi hanno oggi i preti italiani? Sono sovraccarichi di lavoro, poco ascoltati dalle autorità, poco formati al contatto con le persone. La fede e il far parte di una grande istituzione aiutano i sacerdoti a sentirsi meno soli, ma ciò non li mette al riparo dallo stress o dai comportamenti disfunzionali. Questo libro traccia un solco netto: non si parla di fede, bensì dei problemi relazionali dei preti, uomini come tutti gli altri.

3. CENCINI A., "L'ora di Dio. La crisi nella vita del credente", Dehoniane, Bologna 2010, pp. 362.
"Crisi" è una parola che non ha bisogno d'essere spiegata. Semmai è essa che spiega. Sta diventando infatti una sorta di chiave di lettura dell'attuale identità della vita sacerdotale e religiosa.
La crisi è componente normale della vita umana,l'accompagna come amico che disturba, rompe certi equilibri e a volte è persino devastante: è un amico critico. E' ciò che determina il passaggio da una fase all'altra della vita. La crisi riguardi tutti: l'uomo e la donna qualsiasi come i fondatori di comunità; tutti sono chiamati a fare i conti con l'esperienza di un deserto che improvvisamente invade il proprio essere in modi diversi. Non è il classico incidente di percorso che riguarda solo alcuni, i più deboli e peccatori.
Riguarda la realtà del mondo credente, e alle sue espressioni peculiari che sono la vita sacerdotale e religiosa. Per aiutare a vivire le crisi, perché diventino occasione di crescita, sul piano umano e come passaggio dell'Eterno nella vita del credente: come "ora di Dio"

4. CENCINI A., "Guardate al futuro..." Perché ha ancora senso consacrarsi a Dio, Paoline Milano 2010, pp.143.
Non è certo un buon momento, quello attuale, per la vita consacrata, almeno a giudicare dal flusso vocazionale. Tanto che qualcuno si chiede se vi sia futuro per essa e abbia ancora senso sceglierla.
La riflessione presentata nel libro affronta questo scomodo interrogativo, ma partendo da un altro punto di domanda: la società in cui viviamo è post-cristiana
o pre-cristiana.
In una cultura ritenuta post-cristiana la vita consacrata sarebbe insignificante, come residuo di un'epoca che sembra estinguirsi. Dove, invece, è ancora comunque presente - nonostante tutto - un bisogno di senso, la sete d'amore e felicità per sempre, l'apertura al mistero, lì il consacrato ha ancora un suo posto preciso, anzi, una doppia funzione. Quella di riconoscere e indicare, da uomo spirituale quale è, quella nostalgia di Dio nascosta nel profondo di ogni cuore, come una lunga attesa, anche in chi la nega. Per mostrare poi, con la sua vita, che solo l'Eterno può appagare pienamente quella sete di verità, di amore e di felicità per sempre. Già da ora.

5. SESSA S.M., "Il Gesù di Paolo e il Paolo di Gesù". Sei giorni in alta quota con 'il prigioniero di Cristo', catturati dalla Parola di Dio, San Paolo Milano 2009, pp. 356.
Il buio di una prigione. Ferite, canti, libertà. Una "buona notizia" incisa nelle ferite di un corpo. Un'imboscata sulla via di Damasco. La cultura di un uomo davanti al messia crocifisso.
E ancora: passione, mistica, fraternità. Due vite intrecciate, l'ansia e l'urgenza che altri sappiano, che altri ne godano. Un'eredità da trasmettere, una vita generata in catene.
Affondi biblici e provocazioni comuitarie per lasciarsi afferare da una storia che interroga cuore e intelligenza. ieri come oggi. Paolo di Tarso insomma, una vita "ad alta quota". E noi?

6. BOSETTI Elena, "Sandali e bisaccia. Percorsi biblici del "prendersi cura", Citadella Editrice 2010.
"Sandali e bisaccia", abbigliamento essenziale per chi fa strada. Metafore dell'essere itinerante, straniero e pellegrino. Anche il pastore ha un rapporto singolare con la strada. E non tanto con le vie larghe e spaziose, quanto piuttosto con i sentieri, le valli, le strade sassose dei monti. La strada è il grande scenario della cura pastorale di Gesù. Camminano dietro a lui uomini e donne attratti dalla bella notizia del Vangelo. Il cristianessimo è essenzialmente "hodos", via dell'Amore che "si prende cura".

7. POLI G.F - VERDECCHIA F., "Tra chronos e kairos": riscoprire e gestire il tempo nella vita consacrata", Rogate 2010.
Un'indagine che spazia su vari fronti: la concezione biblica del tempo, il concetto di tempo nel magistero ecclesiale in ordine alla vita consacrata; l'apporto delle scienze umane; il significato e la capacità di amministrare il proprio tempo; un'organica proposta pratica per l'elaborazione del Progetto personale di vita e del Progetto comunitario.
L'intento è quello di mettere in evidenza, nell'ambito della vita consacrata, come nel "chronos" faccia irruzione il "kairos", e offrire indicazioni sulle modalità con le quali tutto il "chronos" possa divenire "kairos" per quanti vivono per Cristo. La meta è l'"eschaton", la dimensione escatologica del tempo, in cui trova fondamento, senso e profezia l'intero esistere della vita consacrata.

8. STANO F., "Le due strade. Il Signore veglia sul cammino dei giusti", Borla 2010.

Questo libro è dedicato in genere ai futuri sacerdoti scritto tra le due Guerre da un autore anonimo, ritrovato e ora pubblicato per la prima volta. Il testo commenta i primi 75 Salmi della Bibbia... Leggendo il volume quello che colpisce è lo sforzo, realizzato dall'autore, di aver saputo riunire in modo sintetico il significato spirituale e dottrinale di ciascun Salmo e di farne intuire, in modo semplice e immediato, la bellezza estetica e il sapore poetico originari.